lunedì, 28 gennaio 2008
Ormai non passa giorno che qualche grossa compagnia legata alla musica non lanci o paventi una propria via all'approvvigionamento di mp3 per gli utenti di musica.

E' di ieri il disastroso lancio di QTrax (server piantati, servizio limitato -leggasi DRM-, forumla poco chiara: che fretta c'era, se non siete pronti aspettate...mah), che pure prometteva mari e monti, prima che si capisse che non si tratta altro che di un sistema di software p2p blindatissimo per scambiarsi gratuitamente file inutilizzabili al di fuori di esso e che ha il preciso intento da parte delle case discografiche che lo hanno supportato, di accaparrarsi almeno una parte del "sommerso" dai veri p2p, e ottenere piuttosto gli introiti pubblicitari che dovrebbero coprire il tutto. Visto che è coinvolto anche Mozilla con il software Songbird molto atteso alla prova dei fatti, la cosa potrebbe ancora prendere delle pieghe interessanti.

Oggi sugli mp3 ci si butta anche Yahoo!. O almeno pare. E, stavolta, senza drm. E sempre gli inserzionisti pagano.

Una prima piccola perplessità mi viene dalla domanda se ciascuno di questi servizi sia disposto a dividersi con gli altri una fetta, quella degli introiti pubblicitari, che si vedrebbe così assottigliare.
Voglio dire: se davvero la pubblicità paga la musica, perchè non hanno iniziato a mettere depliant pubblicitari nei booklet dei cd, magari separati da esso, per farli pagare molto meno?
Oppure sarà una gara a diventare il re dei servizi di questo tipo e quindi il massimo e unico raccoglitore di introiti?

Inoltre: non è che la confidenza in senso commerciale con il formato mp3, dai dati di crescita delle vendite, e la smania di riprendersi il maltolto da iTunes rischia di far sopravvalutare il mercato reale in funzione della propria potenza? Detto meglio: non è che credono per l'ennesima volta di poter imporre dei modelli di consumo solo perchè rappresentano un capitale?

Traducendo il tutto: ecco perchè preferisco Last.fm e perchè credo che la rivoluzione digitale per la musica deve significare soprattutto nuove frontiere e risorse di promozione e di contatto con musica nuova.
Mezzi nuovi per musica vecchia, soprattutto quando comportano meno qualità, immaterialità, anche quando fossero gratuiti non credo sarebbero di aiuto alla musica.
Mi chiedo se davvero questi ignorino il senso di dare nuovo valore alla musica. Valore che sarebbe poi traducibile in mlioni di modi in senso commerciale.
Promuovere nuove realtà, favorire il contatto sociale e lo scambio, massimizzare la soddisfazione e la scoperta. E' qui, mi pare, che sia la vera prospettiva interessante sul web per la musica.
Possiamo comprarla ovunque una musica, ma la parte davvero importante è tutto quello che c'è prima, ovvero come ci arrivo a conoscere e a desiderare di averla, quella musica?
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